Rio STORTO (Sauris)

Senza titolo 8Lo Scorso inverno mi invitarono ad una riunione per il turismo in Carnia a Sauris. Freddo e neve non scoraggiarono la presenza di molte persone del luogo, che ci accolsero con calore e gentilezza. E come accade in queste occasioni, si cerca di raccontare e spiegare il proprio lavoro, “dipingendo” a voce gli ambienti che si visitano e le sensazioni che si provano.           Quando questa cosa riesce, tra gli interlocutori, c’è sempre qualcuno che cerca di portare esperienze ed esempi. Tra questi, l’amico Pier ed un altro signore, ci indicarono un torrente, vicino al lago, che fu oggetto di lavori per una centralina idroelettrica. Quest’ultima affermazione risvegliò completamente l’attenzione mia e del mio collega GP. Centralina vuol dire acqua con portanti costanti, quindi un bacino di raccolta  a monte ampio e distribuito. Questa “imbeccata” la misi da parte con la promessa di investigare appena il tempo lo consentiva. Ed ecco a metà luglio arrivare        il tempo adatto. Per la squadra si propongono : Sergio il famoso “drammaturgo” (presente Trouman Capote?) e Christian detto milwaukee man o big drill, neoacquisto della squadra explo.

Il torrente parte da circa 1500 mt in zona passo pura ed e a strapiombo rispetto alla strada che sale dal lago. La parte interessante e sicuramente la seconda, dal guado, iniziando con una bellissima pozza circondata da strati di roccia  che degradano verso l’acqua a 45°. Senza titolo 12 copia 12 Successivamente la roccia composta da strati di spessore minimi e da banchi di scaglie e  conglomerati lascia il posto a roccia compatta, probabilmente calcari (erosione profonda, sezioni particolarmente strette). E qui iniziamo a rimanere stupefatti, scivoli e piccoli tuffi ci portano ad attraversare pozze di acqua smeraldina. Senza titolo 11 copia 11 E dopo uno scivolo e un bel tuffo di un paio di metri, superata una doppia ansa del torrente, ci troviamo di fronte alla prima calata. Senza titolo 13 copia 13 Gioia e piacere, ci pervadono mentre prepariamo un corrimano e l’armo per affrontarla, (che a dirla tutta non mi piace dove l’ho fatto, ma ci ragionerò e sistemerò con il tempo). Sotto una bella vasca di ricezione. Lasciamo il piacere e l’onore della prima calata a Christian che non sta nella pelle, e che documenta tutto. Scesa questa cascata di 12-14 metri, continuiamo per un tratto con la stessa tipologia di forra, scivoli e piccoli tuffi, in un ambiente prossimo al bosco, (il torrente si approfondisce di 15-20 metri rispetto al bosco, e vi sono numerosi punti in cui si può sforrare). Dopo una parte leggermente più aperta e personalmente noiosa per la presenza di megablocchi su cui arrampicare e disarrampicare, ero già dell’idea che fossimo prossimi al lago, invece…. Senza titolo 9Il torrente cambia aspetto e si trasforma in una vera forra alpina, sezioni che non superano i 5 metri di larghezza e pareti strapiombanti di decine di metri. Qui scopriamo delle vasche e degli scorci spettacolari, lunghi corridoi allagati, tuffi non banali, scivoli e nuotate. Affrontiamo una seconda calata che è più uno sbarramento creato dal legname presente che un vero e proprio dislivello. E la forra continua sempre severa ed imponente! rio storto 007 Arriviamo all’ultima calata, che riconosco dalla precedente ricognizione, e senza scendere in particolari truculenti, non usiamo il trapano (qui la genesi del soprannome di Christian, milwaukee man), ci affidiamo ad una vecchia asta metallica infissa nella parete di destra (anche qui toccherà tornare ed attrezzare in maniera definitiva). La parte finale è tutta uno scivolo e pozza fino al lago, la cui acqua ci è sembrata un brodo rispetto al torrente. Forse non vale la pena di arrivare al lago, si può tranquillamente uscire in riva sinistra appena passato il ponticello soprastante. Credo che possa diventare un percorso divertente e non banale per escursioni accompagnate. Mi scuseranno i canyoneer più sportivi se disattenderà le loro brame di sportivo ed estremo. Abbiamo impiegato 4 ore armando la calata e godendoci come sempre l’ambiente e la compagnia.

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