Rio dell’acqua caduta

Copia di _MG_8780RIO DELL’ACQUA CADUTA

 

CANYONING ADVENTURES
Rio dell’acqua caduta

Un Giorno di maggio chiamo il mio amico Sergio e gli propongo di andare a fare un’escursione di canyoning nel pomeriggio.
Arrivato da me, gli propongo di indossare subito le mute perchè non abbiamo molta strada da fare.
Sergio Rimane perplesso e mi chiede se deve fare la sauna in furgone per il tragitto o se lo porto a fare tuffi nella briglia nel canale davanti casa.
< Nulla di tutto questo!>
gli dico, ed aggiungo :
< ti porto a percorrere le uniche cascate che abbiamo nelle colline moreniche>
Infatti era dallo scorso inverno che volevo provare ad utilizzare questo sito come “palestra” per il canyoning.

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Queste cascate sono nei pressi di Cimano vicino a Majano, sono inserite nel Biotopo dell’acqua caduta e sono alimentate da un torrentello che drena le acque dalla torbiera presente sull’altipiano che si eleva di 50-60 metri sul livello del fiume Tagliamento.
Sono le ultime due ancora attive nell’anfiteatro morenico Tilaventino e la loro particolarità è dovuta alla presenza di importanti depositi di travertino, che non toccando lo specchio d’acqua sottostante assumono l’aspetto dei drappi sospesi.

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Arrivati a Cimano, dico a Sergio :

Sergio che mi conosce da molto capisce che anche se scherzo comunque qualcosa c’è, e aspetta curioso di arrivare a destinazione.
Lasciamo il furgone armati come al solito di due zaini strapieni con corde e materiale d’armo, anche se probabilmente superflui perchè conoscendo il tipo di depositi presenti, (conglomerati miocenici che si alternano con strati di marma), confido nella possibilità di effettuare armi naturali.
Nella parte sopra le cascate il rio scava un tortuoso e profondo solco, che possimo percorrere camminando nell’acqua attraversando alcune vasche.

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Sergio rimane sorpreso quando ci troviamo di fronte alla prima cascatella, 3-4 metri con una bella vasca alla base, e quindi..tuffo!
Dopo il tuffetto, Sergio che assapora ogni particolarità e gode del momento esclama:
< Ma non ci credo! Siamo a 25 minuti da Udine e scommetto che sono pochissimi quelli che conoscono questo posto>
Rincaro la dose e l’avverto che abbiamo appena iniziato, attraversiamo altre pozze, facciamo ancora due tuffi da un paio di metri e arriviamo al bordo della cascata.DSCF7945

Ecco l’esclamazione tipica di Sergio davanti ad uno spettacolo della natura.<Che figataaa!>
Ma dopo lo stupore, la domanda :
< Dove armiamo la corda?>
Bella domanda, ma ben presto ci accorgiamo che sul lato destro della cascata, sono state costruite delle opere di presa dell’acqua, infatti nei pressi della cascata sono ancora visibili i resti di un presunto mulino alimentato proprio da queste opere.
Troviamo tre alberi che fanno il caso nostro e li utilizziamo per preparare la calata.

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Discesa semplice, su un sottile strato di muschi che ricoprono completamente il deposito di travertino sottostante.
Sorprendentemente questo deposito crea una piccola grotta alla base, che si approfondisce di qualche metro.

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La seconda cascata quella posta più a sud alimenta un “laghetto” molto incassato nel bosco ma molto più ampio della prima.
Posto magico, che permette, seguendo il corso basso del rio, di arrivare alla confluenza con il Tagliamento, cambiando così completamente il paesaggio.
Soddisfatti del giro e delle riprese fatte, Torniamo continuando a discutere su quanti luoghi ancora nascosti ci sono in Friuli, e quanti vogliamo ancora esplorare mai sazzi di novità.

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