Articolo Rivista C.A.T. autunno 2010 – Rio Malaccia, Rio LaPlere e Rio Liescovaz

Nuovi Canyon in Friuli:
DSCF3610Alla fine della scorsa stagione  estiva con l’odore di neoprene indosso, l’appetito di nuove
forre non si era ancora saziato.

In una  brumosa sera di birre e storie speleo al bar di Tolazzi “umba” o ” Cogo”  per gli amici, con l’archipugile Sergio,  (in seguito bubez portatrapano), Umba se ne esce che forse ci sarebbero un paio di forrette…

Nel giro di qualche minuto si delinea un piano di battaglia, lui avrebbe indagato sul territorio io avrei approfondito su cartine più dettagliate (CTR 5000).DSCF3657
Decidiamo di esplorare la prima forra, il Rio Malaccia la domenica successiva, quindi dopo il rito della colazione volgiamo in quel di Intissans dove per la famosa legge dei grottisti, (grotta e osmizza) parcheggiamo nel piazzale della pizzeria-albergo quadrifoglio (consigliato).

La forra costeggia la strada che da ponte Avons di Tolmezzo sale alla prima frazione di Verzegnis.
Per entrare nella forra si percorre il perimetro destro del borgo,  e si accede alla forra da un piccolo viottolo. (in pratica dietro la pizzeria).
Tecnicamente mai difficile, attraversa paesaggi boschivi molto suggestivi, la corda viene usata 4/5 volte con un un salto massimo di 20/22 mt . E’ una forra ludica, ci sono molti tuffi ed è molto acquatica.
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L’abbiamo armata con fix + doppia piastrina con anello.
Corda consigliata 1 x 50 mt . Durante la discesa abbiamo intercettato le opere di imbrigliamento acque di un fortino e l’ingresso del fortino di ponte Avons.
Visto che il team funziona a dovere, la domenica successiva proviamo il rio Plere. DSCF3636
Nasce da una sorgente carsica nella zona della grotta del Magico Alverman, questo rio è conosciuto per  la cascata finale e le fortificazioni del vallo littorio ubicate nei pressi della cascata.
Andando a Parcheggiare l’auto facciamo un sopra luogo alla cascata, e sorpresa la troviamo completamente asciutta.DSCF3637
Qualche giorno prima, l’amico Guida Alpina C. Gasparini,  su nostra segnalazione visita la cascata e ci dice che è in portata con una cinquantina di L/min con una marmitta abbastanza estesa.
Quindi in 4/5 giorni la portata si era azzerata e il laghetto sotto scomparso!
Rimaniamo perplessi quasi decisi ad andare da qualche altra parte, ma poi decidiamo di esplorarla.
Ed in effetti il volume di acqua che esce dalla sorgente carsica è importante, imbrigliato in parte in opere di captazione funamboliche, condutture sospese sulla forra
ad altezze improbabili, su una roccia di conglomerato delicata solo a guardarla.
ci “gettiamo”nel letto della forra con un bel 35 iniziando su piano inclinato e poi su strati verticali del famoso “rosso di verzegnis”. La progressione non è difficile, fino al salto da 35 successivo che precede le ulteriori opere di imbrigliamento acque.

Questo “Fischione” lo abbiamo preparato su un armo naturale (albero robusto), a metà calata mi ritrovo con un bel po di “sassolini” che arrivano dall’alto, ma non mi preoccupo perchè conosco i miei soci. E’ solo dopo varie negazioni scopro che stiamo scendendo su una frana, la cui parte sommitale è molto instabile.  Se qualcuno vorrà andarci mi raccomando di tenere il lato sinistro e  armare la calata a sinistra del flusso, perchè se le portate alzano il livello della marmitta di arrivo, ci sono grandi possibilità di finire spinti sulla parete di fronte o nel rullo che si forma. DSCF3627
Qui la forra ricorda quelle più montane del canal del ferro, onde mutar aspetto subito dopo
con un’imponente opera di presa e sbarramento, da cui ci si cala armando su i pioli.
La parte successiva della forra è divertente con calatine da 10-12 mt , laghetti spettacolari come il penultimo salto completamente coperto dai muschi che termina in una “piscina” verdissima.
Forse è la più bella cascatella che ho visto in forra, sembra di essere in un set di un film, bosco incantato, cascatelle, poi però vedi il team e passa la poesia!
Spettacolare anche l’ultima calata, con la cascata asciutta, coperta da un tappeto di muschi
molto spessi che assorbono ogni rumore, a metà le felci che si gettano verso il basso
danno l’idea di posti esotici, sembra di stare alle reunion o in qualche altro paradiso canyon,
invece siamo a 5 min da invillino. Per questa forra consiglio 2 corde da 45-50 mt più corda
di scorta da almeno 20-25 mt.
L’idea che però le forre fossero solo in Carnia non mi tornava, e quindi provo ad andare a vedere il rio Liescovaz di Taipana. 22-09-2010 691
La prima volta lo esploro con Denis Giulia e mio figlio,( 7 anni maturi ed un padre suonato),
tralasciando la prima cascata, per poi tornarci a sistemare gli armi con L’amico guida alpina Carlo.
Il primo salto è un 55m frazionato in due con la prima parte in appoggiata e la seconda nel vuoto bordeggiando mensole di muschi e marne. DSCF3324

Il secondo salto è un 15-18 reso infingardo dalle rocce scivolose, abbiamo predisposto un’eventuale teleferica per renderlo più agevole.
Il percorso è breve, ma ricco di scorci.
Il bosco ed i paesaggi sono quelli della pedemontana, faggeti, castagni e qualche abete solitario.Austropotamobius pallipes, comunemente Gambero di fiume

 

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